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L'elaborazione scientifico-culturale di Jean Le Boulch iniziata con la psicocinesi si è evoluta negli ultimi anni fino ad elevarsi nella disciplina che ha voluto denominare Psicomotricità Funzionale e Psicomotricisti Funzionali gli specialisti che si formano nella sua Scuola. L'accento di questa evoluzione viene annunciato negli articoli che seguono e trova ratifica nei principi della Scuola.
JEAN LE BOULCH
Psicocinesei e educazione gestuale
in L'Insegnante Specializzato n.1.1988

L'integrazione sociale dell'handicappato mentale presuppone come tappa fondamentale l'inserimento professionale il quale non può essere circoscritto alla sola analisi della gestualità professionale. Se è vero che l'educazione gestuale assume, in un certo stadio dell'evoluzione educativa, un'importanza capitale, questa non può essere considerata fine a se stessa, ma la si deve inserire in un processo educativo basato sulla conoscenza dei diversi stadi dello sviluppo. La nostra metodologia della Psicomotricità si discosta da certi metodi a vocazione unicamente terapeutica che poggiano su teorie psicoanalitiche. Senza sottovalutare l'importanza della sfera affettiva nell'instaurarsi di turbe psicomotorie, si deve porre l'accento sull'importanza dell'azione educativa volta a favorire lo sviluppo funzionale. La psicocinesi, quindi è un metodo di educazione psicomotoria che si può applicare sia al bambino normale che all'handicappato mentale. Per assicurare questa educazione funzionale ci si basa sulla conoscenza delle leggi dello sviluppo tenendo presente i lavori di Spitz, Winnicot, Wallon, Piaget, De Ajuriaguerra sui risultati della neurofisiologia e della neuropsicologia contemporanea. Questa azione educativa mira ad ottenere lo sviluppo psicomotorio e si situa in una concezione educativa globale che lega lo sviluppo psicomotorio allo sviluppo mentale e all'inserimento nella società.
Secondo la nostra teoria sarebbe auspicabile, in accordo con Sloan e Birch, distinguere tre stadi nella formazione dell'handicappato:
1) Un primo stadio consacrato alla formazione di base. Elemento cardine è l'educazione psicomotoria il cui fine è di giungere alla consapevolezza dello schema corporeo, nucleo centrale della personalità, consapevoli dell'importanza che può giocare l'educazione psicomotoria nell'evoluzione delle funzioni mentali e nelle possibilità di socializzazione dell'handicappato mentale.
2) Uno stadio detto di "preformazione", che copre un'età tra i 12 e i 18 anni secondo la gravità dell'handicap.

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